domenica 3 giugno 2012

Fiori di zucca ripieni


Fiori di zucca ripieni

Oggi è il primo giorno che sento che l’estate è vicina. Ho messo via maglioni e magliette dagli armadi, ho pulito e sistemato gli stivali e le scarpe chiuse e finalmente ho riposto l’inverno nello sgabuzzino. Fino ad oggi non so, era ancora come se dovessi adattarmi alla nuova stagione e non riuscissi a liberarmi del grigio e dell’umidità (in questo il clima non mi aiutava molto devo dire…..) . Oggi invece ho liberato i miei piedi, c’è aria di mare e di calore.
Quando viene caldo, solitamente mando in ferie il forno e cambio il menù virando verso piatti che ispirino freschezza.

Ieri, nel mio solito giretto al mercatino a km zero della Coldiretti, ho trovato dei fiori di zucca appena colti, aperti che mi hanno conquistato subito e ho pensato di fare una ricettina divina che mi è sempre piaciuta molto. 

I fiori di zucca ripieni sono di solito pensati come contorno o al massimo come antipasti ma, personalmente, abbondando un po’ con le dosi, diventano un piatto unico…ebbene sì, con quel sughetto pomodoroso, non si può non fare la scarpetta.


Fiori di zucca 10
Ricotta 250 gr
Uova 1
Parmigiano grattugiato 30 gr
Polpa di pomodoro qualche cucchiaio
Scalogno
Sale
Pepe
Olio


Lavare e pulire i fiori di zucca con delicatezza per evitare di romperli. Mescolare la ricotta con l’uovo e il parmigiano. Regolare di sale e pepe. Riempire un sac a poche con il composto e farcire i fiori di zucca, avendo cura di non riempirli troppo (si può utilizzare anche un cucchiaio al posto del sac a poche). 

In una casseruola scaldare un filo d’olio e far appassire lo scalogno, poi aggiungere i fiori di zucca e il pomodoro. Girare delicatamente. Far cuocere per 30 minuti a fuoco lento.




Con questa ricetta partecipo al contest - RICETTE SALATE del blog “Ale’s Kitchen – Rossopomodorino“ 

venerdì 1 giugno 2012

Banana cake Toni's version


Banana cake

Basta! Ho deciso di smettere …….di fare colazione al bar tutte le mattine, eeeeggià, non si può andare avanti così… saranno anche buone quelle sfogline burrose ma sono sempre le stesse e poi non fanno benissimo, perciò ho pensato bene, ieri sera, di fare una torta per la colazione, imponendomi di sistemare la sveglia 5 minuti prima per mettere le gambe sotto il tavolo, mangiare qualcosa di sano e bere una tazza di latte l'indomani. Di solito, il mio bioritmo mi vuole sveglia e pimpante la sera e la mattina in catalessi, perciò mi alzo all’ultimo secondo e ho tempi strettissimi per fare tutto e portare Dario all’asilo prima che chiudano il cancello, stile Fantozzi, e non riesco mai a fare colazione.

La prima volta che ho assaggiato questa torta è stato a casa di Toni , lei adora la Banana cake, che usa anche come base per le sue decorazioni in pasta di zucchero, perché la faceva sua madre e le ricorda la sua infanzia australiana. Io al solo menzionare l’Australia mi sciolgo nei miei ricordi di un viaggio di qualche anno fa, che mi è rimasto nel cuore. Ma quale Paese non mi è rimasto nel cuore? Tutti mi hanno lasciato qualcosa. Per quanto riflessiva e prudente quando c’è un viaggio da fare sono sempre pronta. D’altronde guardando le ricette che ho pubblicato finora, le più sono di cucina dal mondo….non per niente mangiare e viaggiare sono due delle cose che più mi piacciono!


Ricordo l’Australia come il Paradiso, non tanto, o meglio, non solo, in quei luoghi conosciuti e patinati con Sidney, Bondi, Melbourne ma in quelli un po’ sperduti in una natura incontaminata e padrona. Girando con il camper, in relativa calma, scendendo da Sidney a Melbourne lungo la costa, e poi con il traghetto in Tasmania mi sono portata a casa dei ricordi meravigliosi. Per una naturalista, amante degli animali, la Tasmania è il Giardino dell’Eden, ero emozionata come un bambino il giorno di Natale. Echidne, wallabies, wombat, opossum, diavoli della Tasmania, pappagalli coloratissimi erano all’ordine del giorno tanto che una sera mentre finivo di prepararmi nel bungalow dove alloggiavamo per qualche giorno, sentii bussare alla porta e dissi: “Enrica sei tu? Entra pure” ma niente. Poi dopo qualche minuto e ancora il toc toc alla porta riuscii ad aprire e con grandissimo stupore vidi un opossum attaccato allo stipite della porta….. Risi, da sola come una scema.



La ricetta è della madre di Toni in cup che poi ho convertito in grammi, io ho solo sostituito lo zucchero bianco con zucchero mascobado delle Filippine e ho messo poca glassa.

Farina con lievito 300 gr
Burro 125 gr
Zucchero mascobado 200 gr
Banane piccole 3
Estratto di vaniglia 1 cucchiaino
Spezie miste (Cannella, noce moscata) 1 cucchiaino
Uova 2
Latte 125 ml
Noci una manciata

Unire il burro con lo zucchero e le uova. Unire tutti gli altri ingredienti e mescolare fino ad avere un composto morbido. Mettere l’impasto in uno stampo da plumcake imburrato e infarinato. Riscaldare il forno a 160° C e cuocere per un’ora. Per la glassa sbattere un albume con zucchero a velo e qualche goccia di limone e versarla sopra la torta. Far raffreddare.


La torta è ideale per colazione e merenda ed è un ottimo modo per riciclare le banane mature (anche tutte nere vanno bene) che solitamente nessuno vuole.

Con questa ricetta partecipo at contest di Erika: