mercoledì 13 febbraio 2013

Conchiglioni ripieni al pesto Mediterranea Belfiore




Conchiglioni ripieni al pesto
Capita che il martedì grasso io non abbia voglia di festeggiare nè di indossare una maschera, piove e fa freddo, dai miei sta nevicando, accendo il camino perché quando è così freddo il termosifone non riesce a scaldare bene in cucina. Dario è in vacanza e non ho voglia di uscire, per andare dove, poi, con questo tempo. La neve non c’è, ma è così vicina che mi pare di sentirne l’odore... ricordo che mentre mia madre guardava nevicare e piangeva perché a lei la neve faceva questo effetto di malinconia assoluta, io ero elettrizzata, pensavo alle pallate di neve, alle discese col bob fino a bagnarsi anche le mutande, le guance rosse e il fiato corto. 

Ho pensato allora di cucinare un piatto di mia mamma, qualcosa di familiare e  di caldo che questa atmosfera mi aveva evocato. C’è stato un tempo nel quale mia madre aveva voglia di cucinare e anche di sperimentare e per un periodo la domenica faceva questi conchiglioni ripieni, quando Michele, allora fidanzato, veniva a trovarmi per il fine settimana, mio fratello aveva non ricordo più quale fidanzata e mia sorella era poco più che adolescente. Erano tempi felici, semplici e tutto scorreva via liscio.



Qualche settimana fa con Cristina e altre amiche blogger, siamo andate a visitare la ditta Mediterranea Belfiore a Cecina, gestita dalle sorelle Ciarlo che producono salse e sottoli a partire da prodotti derivanti, esclusivamente, da agricoltura biologica. Di recente hanno costruito a fianco della ditta, un negozio realizzato in bioarchitettura, assolutamente affascinante, sia per l’utilizzo del materiale di recupero per l’allestimento, sia per la cura nel presentare i  prodotti. Idee, creatività e serietà caratterizzano la ditta, che offre idee regalo simpatiche e particolari, cestini da picnic per una giornata al mare e golosità realizzate con chef della zona. La salsa di pomodoro in particolare mi ha ricordato quella che mia mamma fa ogni anno, ancora passando a mano i pomodori cotti. Ciò che mi ha colpito di più però, è stato il pesto perché era stato messo in frigorifero. Gli ingredienti freschissimi e di ottima qualità regalano un prodotto intenso e profumato che,non viene pastorizzato per non perdere gli elementi nutritivi e il gusto e, per questo motivo, deve essere conservato in frigo anche prima dell’apertura.



Ieri aprendo il frigo, ho visto quel vasetto di pesto, le sorelle Ciarlo, sorridenti, che mi guardavano dall’etichetta e ho pensato che una ricetta di famiglia era quello che ci voleva per ritrovare quella serenità di quando mia madre aveva ancora voglia di cucinare…



Conchiglie di pasta 1 confezione da 500 gr
Pesto Mediterranea Belfiore
Ricotta 500 gr
Parmigiano grattugiato 100 gr
Tuorli 2
Cipolla bianca 1
Sale
Burro una noce per la teglia


Per la besciamella
Burro
Farina
Latte
Sale
Pepe
Noce moscata


Mettere a cuocere la pasta in acqua bollente salata per metà del tempo consigliato, scolarla, raffreddarla in acqua fredda e lasciarla asciugare su un panno asciutto. (Per la besciamella io vado sempre a occhio, parto da una quantità di burro che faccio sciogliere in un pentolino, senza però farlo bollire. Aggiungo la farina poca alla volta fino a che non si forma un composto denso e omogeneo poi aggiungo il latte tiepido a filo fino a formare la besciamella. Aggiusto di sale e pepe e, se piace, si può aggiungere noce moscata). Nel frattempo unire la ricotta con la cipolla grattata, 70 gr di parmigiano, una presa di sale e i due tuorli. Riempire con un sac a poche le conchiglie una ad una e disporle in una pirofila imburrata. Ricoprire con uno strato di besciamella e disporre qua e là il pesto, infine il parmigiano rimasto. Infornare a 200 ° gradi fino a doratura.


Con questa ricetta partecipo al contest di Mediterranea Belfiore in collaborazione con Poveri ma belli e buoni:
cucina

mercoledì 6 febbraio 2013

Cantucci salati con emmentaler e frutti rossi




Nuovo appuntamento con Libritivo, scambio di libri, con stuzzichini e buon vino, al circolo Thiasos di Camaiore. È il quarto appuntamento, del terzo, ahimè non ho parlato perché si è svolto il giorno stesso del mio ritorno da Dubai dopo una settimana di vacanza. Immaginate quindi la stanchezza, l’ansia da prestazione e il caos che mi hanno circondato, con la conclusione, che non sono riuscita a fare neanche una foto.


Il bookcrossing, nato in Serbia negli anni settanta, consiste nel "liberare" i libri da condividere con gli altri e, appunto,per poter essere presi e letti da altre persone (ritrovamento). Per Angolo Giro, il circolo culturale che lo organizza, le uniche operazioni da fare sono appuntare sul quaderno del bookcrossing il titolo e l’autore del libro, e il giorno in cui è stato ritrovato o liberato, per poterlo “seguire”.
 
Per questo nuovo appuntamento ho pensato a focaccine di farina di neccio, pane con farina integrale biologica, crackers all’avena e due tipi di cantuccini salati. I cantucci salati con provola piccante e noci che avevo visto qui , rifatti variando un po’, poi i cantucci salati con emmentaler e frutti rossi, accoppiata azzeccatissima che già mi aveva conquistato qui .


Non so se gli scambisti (oddio si chiameranno così?) saranno consapevoli che li uso come cavie ma, per ora, sembrano apprezzare.

Farina 00  210 gr
Emmentaler 80 gr
Latte 60 ml
Frutti rossi essiccati (mirtilli rossi) 50 gr
Uovo 1
Olio evo 60 gr
Lievito per torte salate 1 cucchiaino 

Sciogliere nel latte il formaggio grattugiato. Mescolare la farina, setacciata, con il lievito poi aggiungere l'uovo, l'olio, il latte con il formaggio e i mirtilli. Amalgamare bene fino a ottenere un impasto compatto ma morbido. Dare al composto una forma allungata. Posizionare il panetto in una teglia rivestita di carta forno e cuocere  per circa 40 minuti in forno a 170° C. Una volta cotto, sfornare il panetto e appena raffreddato un pochino, tagliarlo in fette e rimettere i cantucci in forno per circa 10 minuti per la doratura.