domenica 7 aprile 2013

Pan brioche con siero di latte di cocco


Pan brioche con siero di latte di cocco

Ma quanto è bello veder lievitare qualcosa? Dalla semplice pizza a piatti più elaborati, la magia sta tutta nel coccolare e veder crescere l’impasto. Il lievito è vivo, si nutre, cresce e crea dei piatti speciali. Mescoli tutti gli ingredienti e poi, complice il calore, l’umidità e il tempo, accade qualcosa e magari, ti svegli la mattina presto, come è successo a me quando ho provato a fare la colomba, per vedere se quella magia si è compiuta. E’ la stessa emozione che sento quando una pianta che ormai davo per morta, all’improvviso germoglia dichiarando al mondo che è ancora viva. 

In questa ultima settimana  la cronaca locale ci ha sconcertati tutti con qualcosa con la quale è difficile, troppo difficile confrontarsi e avevo voglia e bisogno di far lievitare qualche cosa. 


La prima esperienza l’ho fatta, come dicevo con la colomba con lievito madre secco, seguendo passo passo la ricetta di Alessandra. E' stato un successo, il mio primo vero successo (dato che lo scorso anno mi ero cimentata con la falsa colomba), salvo poi scrivere il lunghissimo post ormai fuori tempo massimo (era Pasquetta), cercare di salvarlo per finire nel pomeriggio e scoprire che word l’aveva cancellato…ancora non so perché, e senza lasciare traccia nel pc…..semplicemente volatilizzato.
Pazienza, ci riproverò l’anno prossimo, magari preparandomi per tempo, e non il Sabato Santo come quest’anno. Nei giorni seguenti ho voluto provare anche un pan brioche con il siero di latte di cocco, seguendo la ricetta di Martina. Dopo aver fatto la panna di cocco, utilizzando solo la parte grassa che si trova nella lattina di latte di cocco, rimane fuori quella liquida, il siero appunto, che, secondo Martina, contiene emulsionanti simili a quelli del latte di soia. Non saprei spiegare meglio ma, l’incantesimo è riuscito. La brioche è morbidissima, ottima fresca e sublime tostata con la marmellata.



Farina 0 250gr
Zucchero semolato 55gr
Siero di latte di cocco  85gr
Burro 40gr + quello per imburrare lo stampo
Uovo 1
Limone 1
Lievito di birra 2gr
Sale 1 pizzico
Granella di zucchero
Latte un cucchiaio

Sciogliere il lievito di birra nel siero di cocco. Versare la farina nella planetaria, aggiungere sale e zucchero e mescolare bene. Aggiungere il siero di cocco con il lievito, l'uovo e il burro ammorbidito. Unire la buccia di limone e iniziare a impastare fino a incordatura: l'impasto è incordato quando si stacca dalle pareti e dal fondo, attorcigliandosi attorno al gancio e diventa elastico, liscio e semilucido. Mettere l'impasto a lievitare in un contenitore segnando con una tacca l'altezza a cui arriva e chiudere con della pellicola e riporre nel forno scaldato per 1 minuto a 50°. Non appena l'impasto comincerà a lievitare superando la tacchetta, riporre il tutto in frigorifero per un minimo di 2 ore fino a un massimo di 10 ore (io una notte). Togliere il contenitore dal frigo e lasciare lievitare nel forno tiepido finché sarà completamente raddoppiato. Ora dividere l'impasto in tre pezzi di egual peso, con ogni pezzo formate un pallina, in modo che siano della larghezza dello stampo da plumcake e sistematerle nello stampo precedentemente imburrato. Coprire con la pellicola (preferibilmente senza pvc) e lasciare lievitare nel forno intiepidito finché raggiungerà il bordo. Spennellate la brioche con del burro fuso misto a latte, cospargere con granella di zucchero e infornare per circa 25/30 minuti a 180°C.

martedì 2 aprile 2013

Tahini cookies




Lo confesso subito, così mi levo il pensiero. Prima di fare questa ricetta non sapevo chi fossero  Yotam Ottolenghi e Sami Tamini…ecco l’ho detto. Mea culpa, mea culpa. Però non posso mica conoscere tutti no? Oddio questi in effetti non sono proprio tutti, vabbè, però sono sulla via della redenzione, considerando che ora so chi sono, che ho cucinato una loro ricetta e che ho uno dei loro libri più belli accanto al letto e mi addormento ogni sera dopo averne letto un po’. Non sogno solo i loro piatti però, ma il loro Paese e la loro città, Gerusalemme, vissuta dagli autori da due posizioni diverse. Un libro di ricette che mi ha fatto venire un gran voglia di scoprire un luogo, che conosco davvero poco, e che non avevo mai pensato di voler veramente vedere, vuoi per la cronaca e la politica e anche probabilmente per un irragionevole pregiudizio. Invece sogno attraverso le loro foto e i loro racconti.  


Amo tutto di quel libro, dalla copertina di stoffa, alle storie, ai piatti e alle foto della città, dei mercati, dei bambini, delle spezie…insomma tutto davvero. Merito delle donne dello Starbooks che me l’hanno fatto conoscere. E’ buffo come tra le tante ricette proposte io abbia scelto una che non ha foto nel libro, mi sono fidata di Ale e delle sue belle foto. Dal racconto degli autori mi sono immaginata dei biscotti, saporiti, rustici, adatti per un tè, un caffè, non necessariamente perfetti e magari anche poco chic ma sicuramente profumati, con un sapore davvero particolare che ti obbligano a farli e rifarli. Mio marito ne ha assaggiato uno, giusto per farmi un favore, con quell’aria da marito difoodblogger rassegnato, e subito dopo ne ha fatti fuori altri cinque!


Questi biscotti, racconta Ale e gli autori, fino a qualche anno fa erano famosissimi, si potevano trovare ovunque a Gerusalemme, oggi sono un po’ fuori moda, surclassati dalla più strutturata e tradizionale halva, dolce tipico fatto con la tahina in tutto il medioriente, e aromatizzato in molti gusti in altri Paesi come la Grecia e l’India.


Le indicazioni per farli sono chiare, precise, è davvero facile farli, non si può sbagliare. Con ricette del genere, come dice Ale, è rilassante cimentarsi perciò non vi resta che provare.




per 30-32 biscotti



Zucchero semolato 130 gr

Burro a temperatura  ambiente 150 gr

Thaini (pasta di sesamo)110 gr

Stecca di vaniglia ½ o ½ cucchiaino di essenza di vaniglia

Panna 25 ml

Farina bianca (00)270 gr

Cannella in polvere 1 cucchiaino


Preriscaldare il forno a 180°- 200°C statico (io 180°C ventilato). Unire burro e zucchero e lavorarli con il mixer per un minuto circa, a velocità media. Il composto dovrà essere amalgamato ma senza essere montato. Aggiungere la tahini, la vaniglia e la panna. Unire anche la farina e lavorare ancora per un minuto circa, finché l'impasto starà insieme. Trasferire l’impasto su una superficie di lavoro e impastare finché sarà omogeneo e liscio. Prelevare dei pezzi d'impasto del peso di 20 gr (circa) l'uno e formare delle palline. Con i rebbi della forchetta, fare una leggera pressione sulla pallina, in modo che vi rimanga l’impronta. Trasferire su una teglia rivestita con carta forno, mantenendo una distanza di 3 cm circa tra una pallina e l'altra. Continuare fino ad esaurimento dell'impasto. Spolverizzare con la cannella e cuocere per 15-17 minuti, fino a doratura. Far raffreddare su una gratella poi trasferire in una scatola per biscotti a chiusura ermetica. Si conservano fino a 10 giorni (ma, come di Ale e confermo, non dureranno tanto!).

Con questa ricetta contribuisco allo Starbooks Redone di Menù Turistico