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martedì 16 luglio 2013

Wedding cake....scene da un matrimonio



Non so cosa mi sia saltato in mente quel giorno, quando mia cognata annunciando il suo matrimonio mi ha chiesto se potevo fare io la torta. Probabilmente lusingata dalla richiesta e rassicurata dai molti mesi che ancora mancavano all’evento ho detto “ ma si dai, mi farebbe piacere”.


Man mano che il tempo passava ho realizzato che il compito era arduo e di responsabilità (doppia, causa parentela) e ho iniziato a preoccuparmi un po’. Il vero terrore è nato quando mancavano ormai due settimane e l’ansia da prestazione si impadroniva di me, non sono stata così stressata neanche per il mio matrimonio…ma ormai ero in ballo e potevo solo ballare (salvo telefonare a Toni e chiedere aiuto). 


Lavorare con la pasta di zucchero mi piace, mi diverte e, passi fare qualche dolce per i compleanni, per Natale o per qualche evento minore in famiglia ma una torta per un matrimonio è cosa ben più impegnativa. Di solito realizzo torte con la massima tranquillità perché ho comunque un piano di riserva, se la torta non è proprio come l’avevo pensata, posso sempre fare 10 m e ordinarne una nella migliore pasticceria di Camaiore e il solo pensiero mi evita stress da ultimo momento…ma la torta nuziale quella no non aveva un piano B. In più doveva sorbirsi un viaggio di un’ora in auto in piena estate. 


L’ho immaginata tante volte nella mia testa, l’ho disegnata, progettata con gli elementi che la sposa mi aveva dato : raffinata, bianca e verde come il suo vestito e con i fiori uguali al suo bouquet…..e alla fine l’ho “vista” veramente solo mentre la decoravo.

Alla fine l'effetto mi è piaciuto, ora dovevo solo mettere i fiori, li ho scelti veri perché io proprio quelli finti non li reggo ma, quando ho preso la vaschetta dal fioraio ho realizzato che aveva esagerato e quelli che dovevano essere un raffinato topper erano una cofana esagerata. Ho dovuto smontare tutto e inventarmi fiorista per rimettere tutto in ordine, per fortuna senza troppi danni. Superato lo scoglio del viaggio, per la cronaca ho costretto la creatura a guardare che la torta fosse intera ad ogni curva, mi sono rilassata e goduta la cerimonia.

La torta è arrivata sana e salva al tavolo degli sposi ….e pfffffiiiuuuuuu è andata!


Buona vita ragazzi...


Torta di lamponi e cocco

Burro250gr
Zucchero440gr
Uova6
Farina 00 150gr
Farina con lievito 70gr
Farina di cocco 80gr
Panna acida160gr
Lamponi freschi 300gr

Mescolare il burro con lo zucchero poi aggiungere le uova una alla volta.
Aggiungere le farine setacciate, il cocco e la panna acida.
Unire i lamponi, mescolando con delicatezza. Mettere in forno a 170° per circa un’ora. Queste dosi le ho usate per uno stampo da 15 cm e raddoppiate per uno stampo da 26 cm.

Ganache di cioccolato bianco

Cioccolato bianco 600gr
Panna200ml

Tagliare a pezzettini il cioccolato. Mettere la panna sul fuoco e appena prima che arrivi all’ebollizione spegnere il fuoco e unire il cioccolato. Mescolare velocemente fino a che il cioccolato non si è sciolto completamente.
  
Preparare le torte il giorno precedente poi il giorno successivo ricoprire le torte con la ganache e, successivamente, con la pasta di zucchero. Decorare a piacere. Le torte vanno preparate singolarmente, poi assemblate in un secondo momento ponendo dei bastoncini nel centro della prima torta in modo che possa sostenere il peso della seconda.

domenica 17 marzo 2013

Shamrock cookies



Shamrock cookies

Quando arriva marzo, quella parte irlandese che è in me si risveglia, non che io abbia origini irlandesi (anche se, complici le lentiggini, mi hanno spesso scambiata per un’indigena) ma, la permanenza in quell’isola incantata per sei mesi mi ha letteralmente stregato, a tal punto da sentire di farne parte. A marzo dicevo, sento la voglia di cucinare piatti tipici, riguardo le foto degli amici, del college, dei pubs, delle Isole Aran e soprattutto della gita nell’Irlanda del Nord, proprio per San Patrizio. 


Quante emozioni e quanta spensieratezza in quegli anni e in quei luoghi magici dove la costa è flagellata dalla forza delle onde dell’Atlantico. E poi il vento, tanto vento da non sentire più nulla, il cielo impazzito con nuvole che corrono confuse dalle correnti e quel verde lucente che ti accompagna sempre……sempre come le pecore che spuntano a macchie, nell’erba, che profuma di torba. 

 

 

L’odore della torba che brucia nei camini è uno dei ricordi più intensi. Arrivano impetuosi i ricordi, le facce, gli odori e i suoni che provocano in me una sorta di pace, una serenità reale e lontana. 


Per San Patrizio eravamo a Belfast, in giro per quell’Irlanda che, geograficamente, è la stessa dell'Eire ma, è un altro mondo. Dopo essere stati alle Giant's Causeway una vera meraviglia della natura  e dormito in ostello a Portstewart, la faccia più inquietante del Nord l’abbiamo vista a Derry, con quartieri blindati, scritte inneggianti all’IRA e un’atmosfera pesante. Belfast ci sembrò quel giorno una scenografia di un film girato anni prima, una città completamente deserta, irreale, sospesa. Girammo per il centro spensierati fino a quando vedemmo alcuni sparuti clienti di un pub rientrare in tutta fretta e, sentimmo il passo militare di alcuni poliziotti che si aggiravano per le strade con il giubbotto antiproiettile e mitra spianati ad altezza uomo. Rimanemmo impietriti e, anche se nessuno ci degnò di uno sguardo, una sensazione di smarrimento ci pervase…..rientrammo a Cork in serata, in tempo per i festeggiamenti con il resto degli amici. 


Per celebrare San Patrizio, ho scelto la semplicità di biscotti decorati a forma di trifoglio, quel trifoglio simbolo dell’Irlanda che porto nel cuore.  Con una tazza di tea in mano...Buon Saint Patrick a tutti!


Burro 175gr

Zucchero 400gr

Uova 2

Estratto di vaniglia 1 cucchiaino

Farina 400gr 

Mescolare il burro ammorbidito e lo zucchero fino ad ottenere un impasto omogeneo. A parte sbattere le uova e aggiungere la vaniglia.
 
Aggiungere le uova e la farina al composto di burro e zucchero e impastare. Avvolgere l’impasto in una pellicola trasparente, e mettere in frigo per circa un'ora. Stendere su una superficie ben infarinata e ritagliare con uno stampo a trifoglio o qualsiasi altra forma vi piaccia.


Mettere i biscotti su una teglia foderata con carta da forno e infornare a 160°C per 8-12 minuti.

Una volta raffreddati lavorare la pasta di zucchero, colorata di verde, e ritagliare altrettanti trifogli. Attaccarli ai biscotti utilizzando zucchero a velo e poche gocce d’acqua come collante.

Approfitto per ringraziare la mia carissima amica Luna di Pizza Fichi e Zighini per aver pensato a me con questo premio, che io dono, a mia volta, a tutte le amiche di blog.

venerdì 15 febbraio 2013

In her shoes...Red Velvet Cake gluten free



Red Velvet Cake gluten free
La celiachia l’ho conosciuta circa 15 anni fa. Ero sposata da poco e per farmi nuovi amici, dato che avevo cambiato paese, avevo iniziato a giocare in una squadra locale di pallavolo. A parte Elisabetta che ora è la mia migliore amica a Camaiore, le altre erano tutte poco più che bambine. A fine stagione invitai la squadra a casa mia per una pizza, aderirono tutte con entusiasmo, tutte, tranne Monica, lei faceva resistenza ma non capivo il motivo. Alle mie insistenze, minacciando che avrei mandato tutto a monte se non fosse venuta, lei mi confessò con un certo pudore, che era celiaca e che avrebbe dovuto portarsi la pizza già pronta da casa, cucinata con la farina che sua madre prendeva alla Asl. Mi raccontò di come a tre anni pesasse 9 kg e avesse il ventre gonfio e di come i suoi fossero disperati non riuscendo a capire quale fosse la causa di ciò. Poi la diagnosi della celiachia e il tornare a vivere, con la difficoltà quotidiana di mangiare diversamente dagli altri. Mi fece una tenerezza infinita perché, quella pizza la faceva sentire diversa e, sappiamo bene, come a 15 anni, questo possa essere un problema. Non ricordo cosa le dissi,ma venne anche lei e ci divertimmo come matte. 


Negli anni molte persone che conosco hanno avuto la stessa diagnosi, mai stati celiaci prima e poi, improvvisamente, la vita che cambia. Confesso che, un po’ colpevolmente, ho pensato tante volte che, in fondo, oggi non è poi questo gran problema, visto che, in ogni supermercato c’è almeno uno scaffale dedicato, fino a quando Stefania ci ha messo alla prova con una torta gluten free. Per entrare nello spirito del gioco dell’MTC mi sono detta che dovevo pensare gluten free e ho cominciato a fare la spesa come se fossi proprio in her shoes (ma non con  il tacco 12 che le piace tanto, proprio non ce l'avrei fatta!). 


Quello che ho realizzato è stato incredibile e illuminante perché, per quanti prodotti siano con la spiga sbarrata, la maggior parte hanno etichette fumose per cui per utilizzarli devi assumerti il rischio. Il vero rischio infatti è nelle contaminazioni,  per esempio se cucini con utensili che prima sono venuti a contatto con il glutine o se compri ingredienti senza glutine ma lavorati in industrie che lo usano. Vivere in questo modo è una sfida quotidiana e cucinare piatti sempre nuovi con tante limitazioni è per creativi, testardi e coraggiosi. 

Detto ciò, prima di cucinare per amici celiaci, guardate bene tutte le etichette e attenti alle contaminazioni….sempre.


Per la base

Farina di riso sottilissima 160 gr
Fecola 60 gr
Farina di tapioca (che potete sostituire con Maizena)30 gr
Sale 1/2 cucchiaino da tè
Cacao amaro 8 gr
Burro 110 gr homemade
Latticello 240 ml homemade (ma se non lo trovate o non volete farlo in casa, fate inacidire per 20 minuti la stessa quantità di latte con un cucchiaio di limone)
Zucchero bianco 300 gr
Uova del contadino 3
Vaniglia una stecca
Colorante rosso 1 cucchiaio
Aceto bianco 1 cucchiaio
Bicarbonato di sodio 1 cucchiaino da tè 

Con 500 ml di panna fresca si possono ricavare il burro e il latticello che servono per la ricetta, basta montare la panna fino a che il burro si separa dal liquido (il latticello o buttermilk). A questo punto raccogliere il burro e strizzarlo in una garza per far colare tutto il liquido ancora intrappolato. Sciacquare il burro sotto acqua corrente e conservare in frigo per alcuni giorni (io lo metto in una tazza coperto d’acqua, come faceva la lattaia che vendeva il latte porta a porta quando ero piccola). Al latticello si aggiungono un cucchiaino di yogurt bianco e alcune gocce di limone poi si lascia a fermentare per 20 minuti.
Pre-riscaldate il forno a 175°C.In un recipiente mescolate le farine, il sale, il cacao. In un altro recipiente, sbattete il burro per 2-3 minuti, finché sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta.Mescolate il colorante al buttermilk e quindi versate poco per volta al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina. Aggiungete anche la vaniglia e mescolate.In una tazzina (capiente) mescolate il bicarbonato all’aceto bianco, facendo attenzione a versarlo subito nell'impasto (altrimenti ve lo troverete per tutta la cucina) e incorporatelo bene con una spatola. Imburrate due teglie da 18cm e spolverizzate con farina di riso. Fate cuocere per 30/35 minuti, o finché non vedete che è cotto (con il trucchetto dello stuzzicadenti!)
Lasciate raffreddare la torta dentro la teglia (potete usarne anche una in silicone, ma è meglio usare la  carta forno per evitare contaminazioni) per 10 minuti. Poi toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare, quindi fasciatela nella pellicola trasparente. Fatela riposare in frigo per diverse ore (io l'ho lasciata tutta la notte). In questa maniera sarà più facile da tagliare senza che si sbricioli e sarà più semplice mettere la farcitura. Non spaventatevi se vi sembra troppo dura, perché a temperatura ambiente tornerà morbidissima.

Ganache al cioccolato bianco, cognac e pistacchio

Cioccolato bianco 700
Panna 400 ml
Cognac 50 ml
Farina di Pistacchio 50 gr + quella per la decorazione

Scaldare la panna fino alla soglia dell’ebollizione (ma non farla bollire), spegnere e unire il cioccolato, precedentemente sminuzzato. Girare bene per far amalgamare. Unire il cognac e la farina di pistacchio. Lasciar riposare in frigo per alcune ore.

Una volta tagliato le torte ed eliminato eventuali imperfezioni, farcirle con la ganache. Con una spatola eliminare gli eccessi di farcitura e uniformare gli strati. Lasciare la torta in frigo ancora una mezz'ora.
Ricoprire con pasta di zucchero a piacere. Io ho coperto la base e il vassoio lasciando scoperto solo la parte sommitale che ho ricoperto di farina di pistacchio.