martedì 19 febbraio 2013

Polpettine speziate in tris di salse di verdura




Polpettine speziate in tris di salse di verdura

Non so perché ancora non ho raccontato nulla del mio viaggio a Dubai. Forse volevo far decantare le emozioni che erano, e lo sono ancora, contrastanti, riguardo ad un luogo che rappresenta potere, denaro, cultura, religione, natura e umanità varia in una mescolanza che è affascinante e snervante allo stesso tempo. Partire per Dubai è un po’ come affrontare un percorso verso una dimensione totalmente diversa dalla nostra, tutto è gigante, perfetto, ricco, è il sogno diventato realtà, un meccanismo oliato alla perfezione. Dubai è la città di altrove, la terra di mezzo, è un tutto e un niente, da scoprire. 


Si possono vedere ogni sorta di grattacieli per esercizi di stile di architetti e ingegneri venuti da ogni parte del globo, la torre più alta del mondo, il Dubai Emirates e il Dubai Mall centri commerciali dove puoi trovare qualsiasi cosa tu possa desiderare, perfino una pista da sci! E poi la spiaggia, il mare, il deserto, i parchi acquatici e ogni luogo è pulito, curato come vorremmo vedere tutte le nostre strade. In questo mondo così perfetto però senti la necessità di qualcosa di vero, di sporco magari ma di autentico e allora fai un salto nella città vecchia dove su imbarcazioni fatiscenti attraversi il canale che divide la città e giri per il souq tra venditori di spezie indiani, negozi di sete e mercanti d’oro. 

 

Dubai è così…ricca e impeccabile e sempre in movimento, divisa tra quelli che fanno i soldi e quelli che fanno la città, emigranti africani e asiatici e che lavorano tanto e vivono con poco. 


Mi sono chiesta se la perfezione e le regole ben definite seguite da tutti non tolgano un po’ di libertà come per la mia amica Stella che vive lì, che dopo un normalissimo battibecco in un parcheggio si è dovuta presentare in Commissariato per spiegare l’accaduto, per la serie non puoi neanche mandare a quel paese qualcuno che ti ha insultato che poi devi rendere conto!!! Tutti sono osservati e ogni mossa è registrata, mi spiegava Riccardo che nella targa delle auto ci sono dei microchip attraverso i quali la Polizia può sapere chi sei, se la tua patente è regolare e se hai preso delle multe, in caso di negligenza ti arriva un sms che ti comunica che sei in difetto e di riparare al più presto. Siamo talmente abituati a sperare che le cose migliorino che quando sono perfette poi ci sentiamo spiazzati…. 


Strabuzzare gli occhi però è facilissimo, davanti alle fontane del Burj Khalifa, o nuotando con i delfini all’Atlantis o davanti alla libreria più bella del mondo al Dubai Mall, dove il reparto food era talmente vasto da essere io in vera difficoltà a scegliere qualche libro. Sembravo Alice nel Paese delle Meraviglie, pagine e pagine di ricette, colori, luoghi e in questa isteria da blogger in vacanza ho comprato ben 5 libri di ricette e neanche uno di cucina araba. Meno male che anche l’aeroporto riserva sorprese a non finire e giusto prima di salire sull’aereo accattatevillo, sono riuscita a portare via un po’ di cultura araba in cucina.



Proprio su questo libro , bellissimo, ho trovato la ricetta delle kofta siriane che, però, ho modificato riadattandole a gusti più nostrani e le ho arricchite da tre salsine della Mediterranea Belfiore che non coprono, ma esaltano il gusto speziato della carne.

Ho unito sapori mediorientali con la più classica tradizione mediterranea.




Carne di manzo macinata 500 gr

Acqua frizzante 125 ml

Aglio 4 spicchi

Chiodi di garofano ½ cucchiaino

Cannella ½ cucchiaino

Cumino ½ cucchiaino

Allspice ½ cucchiaino

Sale

Pepe

Olio

Crema di Porri Mediterranea Belfiore

Crema di Melanzane Mediterranea Belfiore

Crema di cipolle Mediterranea Belfiore



Mettere in una scodella la carne, l’acqua frizzante, l’aglio tagliato a pezzettini, i chiodi garofano spezzettati, la cannella, il cumino, l’allspice, il sale e il pepe. Mescolare bene il tutto con le mani fino a far amalgamare bene gli ingredienti. Con pazienza, dare la forma di polpettine al composto e sistemarle tutte su un piano. Mettere a scaldare 3 cucchiai d’olio in una padella abbastanza larga e mettere le polpette fino a cottura, rigirandole ogni tanto. Impiattare mettendo ciascuna polpetta su una diversa crema di verdura e guarnire con il sughetto del fondo di cottura.


Con questa ricetta partecipo al contest di Mediterranea Belfiore in collaborazione con Poveri ma belli e buoni:
cucina
e
  
Al contest Colors and Food con tema "Fusion e verde" organizzato da Cinzia e Valentina






venerdì 15 febbraio 2013

In her shoes...Red Velvet Cake gluten free



Red Velvet Cake gluten free
La celiachia l’ho conosciuta circa 15 anni fa. Ero sposata da poco e per farmi nuovi amici, dato che avevo cambiato paese, avevo iniziato a giocare in una squadra locale di pallavolo. A parte Elisabetta che ora è la mia migliore amica a Camaiore, le altre erano tutte poco più che bambine. A fine stagione invitai la squadra a casa mia per una pizza, aderirono tutte con entusiasmo, tutte, tranne Monica, lei faceva resistenza ma non capivo il motivo. Alle mie insistenze, minacciando che avrei mandato tutto a monte se non fosse venuta, lei mi confessò con un certo pudore, che era celiaca e che avrebbe dovuto portarsi la pizza già pronta da casa, cucinata con la farina che sua madre prendeva alla Asl. Mi raccontò di come a tre anni pesasse 9 kg e avesse il ventre gonfio e di come i suoi fossero disperati non riuscendo a capire quale fosse la causa di ciò. Poi la diagnosi della celiachia e il tornare a vivere, con la difficoltà quotidiana di mangiare diversamente dagli altri. Mi fece una tenerezza infinita perché, quella pizza la faceva sentire diversa e, sappiamo bene, come a 15 anni, questo possa essere un problema. Non ricordo cosa le dissi,ma venne anche lei e ci divertimmo come matte. 


Negli anni molte persone che conosco hanno avuto la stessa diagnosi, mai stati celiaci prima e poi, improvvisamente, la vita che cambia. Confesso che, un po’ colpevolmente, ho pensato tante volte che, in fondo, oggi non è poi questo gran problema, visto che, in ogni supermercato c’è almeno uno scaffale dedicato, fino a quando Stefania ci ha messo alla prova con una torta gluten free. Per entrare nello spirito del gioco dell’MTC mi sono detta che dovevo pensare gluten free e ho cominciato a fare la spesa come se fossi proprio in her shoes (ma non con  il tacco 12 che le piace tanto, proprio non ce l'avrei fatta!). 


Quello che ho realizzato è stato incredibile e illuminante perché, per quanti prodotti siano con la spiga sbarrata, la maggior parte hanno etichette fumose per cui per utilizzarli devi assumerti il rischio. Il vero rischio infatti è nelle contaminazioni,  per esempio se cucini con utensili che prima sono venuti a contatto con il glutine o se compri ingredienti senza glutine ma lavorati in industrie che lo usano. Vivere in questo modo è una sfida quotidiana e cucinare piatti sempre nuovi con tante limitazioni è per creativi, testardi e coraggiosi. 

Detto ciò, prima di cucinare per amici celiaci, guardate bene tutte le etichette e attenti alle contaminazioni….sempre.


Per la base

Farina di riso sottilissima 160 gr
Fecola 60 gr
Farina di tapioca (che potete sostituire con Maizena)30 gr
Sale 1/2 cucchiaino da tè
Cacao amaro 8 gr
Burro 110 gr homemade
Latticello 240 ml homemade (ma se non lo trovate o non volete farlo in casa, fate inacidire per 20 minuti la stessa quantità di latte con un cucchiaio di limone)
Zucchero bianco 300 gr
Uova del contadino 3
Vaniglia una stecca
Colorante rosso 1 cucchiaio
Aceto bianco 1 cucchiaio
Bicarbonato di sodio 1 cucchiaino da tè 

Con 500 ml di panna fresca si possono ricavare il burro e il latticello che servono per la ricetta, basta montare la panna fino a che il burro si separa dal liquido (il latticello o buttermilk). A questo punto raccogliere il burro e strizzarlo in una garza per far colare tutto il liquido ancora intrappolato. Sciacquare il burro sotto acqua corrente e conservare in frigo per alcuni giorni (io lo metto in una tazza coperto d’acqua, come faceva la lattaia che vendeva il latte porta a porta quando ero piccola). Al latticello si aggiungono un cucchiaino di yogurt bianco e alcune gocce di limone poi si lascia a fermentare per 20 minuti.
Pre-riscaldate il forno a 175°C.In un recipiente mescolate le farine, il sale, il cacao. In un altro recipiente, sbattete il burro per 2-3 minuti, finché sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta.Mescolate il colorante al buttermilk e quindi versate poco per volta al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina. Aggiungete anche la vaniglia e mescolate.In una tazzina (capiente) mescolate il bicarbonato all’aceto bianco, facendo attenzione a versarlo subito nell'impasto (altrimenti ve lo troverete per tutta la cucina) e incorporatelo bene con una spatola. Imburrate due teglie da 18cm e spolverizzate con farina di riso. Fate cuocere per 30/35 minuti, o finché non vedete che è cotto (con il trucchetto dello stuzzicadenti!)
Lasciate raffreddare la torta dentro la teglia (potete usarne anche una in silicone, ma è meglio usare la  carta forno per evitare contaminazioni) per 10 minuti. Poi toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare, quindi fasciatela nella pellicola trasparente. Fatela riposare in frigo per diverse ore (io l'ho lasciata tutta la notte). In questa maniera sarà più facile da tagliare senza che si sbricioli e sarà più semplice mettere la farcitura. Non spaventatevi se vi sembra troppo dura, perché a temperatura ambiente tornerà morbidissima.

Ganache al cioccolato bianco, cognac e pistacchio

Cioccolato bianco 700
Panna 400 ml
Cognac 50 ml
Farina di Pistacchio 50 gr + quella per la decorazione

Scaldare la panna fino alla soglia dell’ebollizione (ma non farla bollire), spegnere e unire il cioccolato, precedentemente sminuzzato. Girare bene per far amalgamare. Unire il cognac e la farina di pistacchio. Lasciar riposare in frigo per alcune ore.

Una volta tagliato le torte ed eliminato eventuali imperfezioni, farcirle con la ganache. Con una spatola eliminare gli eccessi di farcitura e uniformare gli strati. Lasciare la torta in frigo ancora una mezz'ora.
Ricoprire con pasta di zucchero a piacere. Io ho coperto la base e il vassoio lasciando scoperto solo la parte sommitale che ho ricoperto di farina di pistacchio.