Quando si smette di credere a Babbo Natale? Mi sono fatta questa domanda perché Dario ha ormai sette anni e, credevo che tra la scuola e il centro diurno dove va a giocare, frequentato anche da bambini più grandi, avesse fiutato qualcosa. Mia madre mi mise davanti al fatto compiuto a sei anni, dicendomi candidamente che la Befana (per quelli della mia generazione era lei la dolce vecchietta a portarci i doni o il carbone) in realtà era lei, io spalancai gli occhi dall’incredulità e con un certo orgoglio da figlia della Befana, ribattei << Davvero sei tu? Ma come fai a portare i regali a tutti i bambini?>>. L’aneddoto è passato alla storia e ancora si racconta durante le festività, ridendo ogni volta della mia ingenuità, in verità, forse, era un tantino presto per farmi smettere di sognare. Ma tant’è!
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domenica 22 dicembre 2013
venerdì 28 dicembre 2012
Cioccolatini superfacilissimi
Quest’anno ho deciso di non fare regali, o meglio non volevo girovagare per negozi alla ricerca di questo o quello per i parenti e amici. Non ero dell’umore giusto per fare la fila nei negozi o per fare auguri a chicchessia. Ho pensato di fare da me, fare regali golosi e magari qualcuno se lo aspettava anche visto che ho un blog. Complice un corso di cucina fatto con questa donna qui , ho imparato qualche trucchetto e poi c’ho preso gusto e ho fatto i ricciarelli per merito di questa donna qui, e i cantuccini al cioccolato per i quali devo ringraziare quest’altra donna qui e ancora delle mini sbrisolosone che ho visto qui e poi salame di cioccolato, la frutta secca sotto grappa e i torroncini della Mapi visti qui , però li ho declinati a mò di cioccolatini. In barba a tutte le tecniche imparate alla Scuola del Cioccolato di Perugia, quest’anno ho messo da parte termometri, spatole, piano di marmo, temperaggio e quant’altro abbia a che fare con la riuscita di cioccolatini lucenti e perfetti e ho realizzato questi cioccolatini goduriosi, belli e superfacili.
Non me ne vogliano i Maestri Cioccolatieri di Perugia ma, quello che loro fanno con estrema facilità, a me costa fatica e una cucina da"the day after" per almeno due giorni, invece con questi cioccolatini in poco meno di 15 minuti ho realizzato una prelibatezza bella e buonissima con il minimo sforzo. Non ho intenzione di abbandonare le vecchie tecniche ma, per almeno una volta, tutto fatto in un amen…che soddisfazione.
Auguri a tutti per un 2013 pieno di cose belle....
Cioccolato fondente 150 gr
Cioccolato al latte 150 gr Nutella 200 gr
Nocciole 200 gr
Far sciogliere a bagnomaria i due cioccolati, mescolando con un cucchiaio di legno. Fuori dal fuoco, unire la nutella, sempre mescolando bene. Nel frattempo tostare le nocciole in una padella per qualche minuto. Versare il composto in stampi per cioccolatini (oltre a quelli che vedete ho usato quelli per il ghiaccio di varie forme) e inserire una nocciola. Mettere in frigo per almeno 4 ore, meglio una notte. Sformati, li ho messi in sacchettini trasparenti e chiusi con un nastro rosso e il regalino è servito.
Grazie Alessandra e Mapi, thanks for sharing.
La versione originale voleva cioccolato bianco e cioccolato fondente ma ho provato, oltre alla versione qui sopra, anche una versione solo fondente ed è comunque da sballo.
domenica 9 dicembre 2012
Los Pastelitos
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| Los pastelitos |
Sarà che sono stanca, sarà che a volte la vita ti presenta un conto che fai fatica a pagare, sarà l’atmosfera natalizia e l’euforia collettiva di questi giorni che mi indispone, ma, mai come in questo periodo vorrei emigrare, sparire, puf, smaterializzarmi e ricomparire in un altro luogo, lontano fisicamente ma, soprattutto, lontano dal mondo che ho sempre conosciuto. Vorrei riappropriarmi dei ritmi della natura, del significato vero delle cose, vorrei poter agire senza sentirmi impotente, smettere di avere la sensazione di correre dentro ad una ruota da criceti e pensare che rallentare non significhi perdere tempo ma acquistare qualità della vita vissuta.
Soprattutto vorrei lasciare qui ,tutto ciò che è inutile e che invece tutti continuano a farci pensare che sia indispensabile, vorrei non sentir parlare di crisi, di spread, di campagna elettorale, della gravidanza di Kate, della farfallina di Belen, di cosa fa Federica Pellegrini quando non nuota, di pensare che la cellulite sia una malattia e ancora e ancora…… Non credo basterebbe un’isola caraibica o un atollo maldiviano, vorrei un viaggio tra popolazioni semi sconosciute in Amazzonia o tra gli oranghi di Birutè nella foresta del Borneo. Sogni, solo sogni....e intanto cucino.
Come preludio alla ricettina di Natale non c’è male….. potevo fare di meglio si si….. ma oggi va così.....vedrò di rifarmi....forse.
La mia ricetta natalizia è un dolce povero, tipico della campagna spagnola, Cultura, tradizione e storia in un solo piatto. Carmen, la signora spagnola che me l’ha donata mi ha raccontato che, dopo aver infornato il pane, le donne del paese, tutte assieme, si mettevano ad impastare i pastelitos, chiacchierando e cantando. Venivano utilizzati i prodotti dell’orto, che in quel periodo erano le zucche o le patate dolci e pochi altri ingredienti, dosandoli a occhio e in rapporto di 1:5. La ricetta viene tramandata da madre in figlia e, mentre un tempo si facevano solo per Natale, oggi si realizzano anche per le feste paesane e le sagre. Sono dolci rustici, forse poco eleganti, non saranno i biscotti patinati di origine anglosassone che siamo abituati a vedere ma, garantito, sono buonissimi, appena fatti, così, come il giorno successivo.
Come dicevo non ci sono delle dosi precise ma dipende da cosa si usa per partire, stabilito se si vuole utilizzare una tazzina da caffè piuttosto che un bicchiere o una tazza più grande, quella diventa la nostra unità di misura.
Per circa 15 pastelitos
Acqua con un pizzico di sale ½ tazzina
Olio di semi 5 tazzine
Liquore all’anice1 tazzina
Marsala ½ tazzina
Grappa ½ tazzina
Zucchero un pizzico
Farina qb
Per la marmellata
Zucca
Limone non trattato
Vaniglia una stecca
Chiodi di garofano 2/3
Zucchero semolato
Prendere un po’ di zucca e farla cuocere in forno con la buccia per circa mezz’ora, fino a che non è diventata abbastanza morbida da separarla facilmente dalla buccia poi, tagliarla e metterla in una casseruola con un po’ di zucchero (non deve essere troppo dolce). Aggiungere la stecca di vaniglia aperta, i chiodi di garofano e la buccia del limone evitando la parte bianca. Far cuocere fino a che diventa morbida e cremosa e non troppo acquosa. Lasciar raffreddare completamente. Conservare in frigo fino all’utilizzo.
Portare a bollore l’acqua con il sale e versarla in una boule, aggiungendo l’olio e, a seguire, gli altri ingredienti. Alla parte liquida si aggiunge tanta farina quanta ne serve per formare un composto omogeneo e morbido da lavorare. Fare delle palline di pasta da stendere con le mani su un foglio di carta da forno e riempire con la marmellata di zucca. Chiudere la pasta, sigillando i bordi con i rebbi di una forchetta a formare una sorta di raviolo. Continuare fino ad esaurimento della pasta. Cuocere in forno a 180°C per 10-15 minuti.
Appena sfornati passarli uno ad uno nello zucchero semolato.
Con questa ricetta partecipo al contest di Dolci a go go Dolci sotto il vischio nella categoria Dolci dal mondo
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