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martedì 6 novembre 2012

Zuppa speziata di zucca e latte di cocco

Zuppa speziata di zucca e latte di cocco


Non so se sia opportuno credere alle coincidenze, pensare cioè, che ci sia una mente superiore che leghi eventi, apparentemente casuali, in una trama che sfugge ai nostri occhi. Consciamente non credo sia così, ma, a volte, ci sono situazioni talmente bizzarre da farmi pensare che in fondo ci sia un po’ di verità. 

Uno dei primi lavoretti dopo l’Università, è stato quello di riordinare materiale di vario genere, scientifico e non, appartenente a un famoso geologo di Carrara, Domenico Zaccagna, uno di quelli che ha fatto la storia della geologia in Italia. Morto nel 1940, nessuno aveva mai messo mano alle sue carte, fino a che, proprio io, non fui incaricata di farlo, da parte dell’Università e dell’Accademia di Belle Arti di Carrara dove si trovava tutto il materiale. Zaccagna era un uomo molto colto, scienziato preciso e attento ma con un carattere forte, burbero e molto determinato, tanto che nelle sue carte ho rinvenuto molte cause civili. Con il passare dei mesi ho imparato a conoscerlo e a apprezzarlo, per scoprire, con mio grande stupore, che era nato proprio il mio stesso giorno. Semplice coincidenza o era stato proprio lui a scegliermi?


Altra coincidenza strana è stata quando una sera rientrai a casa senza un orecchino, amareggiata e dispiaciuta mi precipitai fuori a cercarlo, percorrendo di nuovo la strada appena fatta ma, era inverno e alle 18,30 faceva già buio e la strada era illuminata solo dalle vetrine. Camminai a testa bassa per qualche e metro e finalmente vidi luccicare qualcosa a terra, lo raccolsi, era un orecchino sì, ma non il mio, era un pendente molto bello con un cameo.

Anche la storia di questa ricetta è legata ad una serie di coincidenze:
1 - Dopo aver rigirato tra le mani il latte di cocco in scatola al super, per almeno mezza dozzina di volte e averlo riposto sullo scaffale, finalmente, mi decido a comprarlo, senza sapere assolutamente cosa farne.
2 - Mia cognata Enrica che è di Verona e ama moltissimo le zucche anzi, la zucca mantovana, me ne regala una per farmela assaggiare.
3 – Arrivo alla lezione di yoga e l’insegnante ci dice di aver messo da parte per noi delle vecchie ricette, trovate facendo pulizia in soffitta. Erano pagine strappate di imprecisate riviste di cucina, ne prendo in mano una che, leggendo, scopro essere una ricetta di Sigrid Verbert che prevedeva la zucca e il latte di cocco. Ditemi voi, potevo non farla? L’ho fatta variando qualche piccolo ingrediente e rifatta e rifatta e rifatta……….


Zucca mantovana (viene buona anche con altri tipi di zucca) 500 gr
Latte di cocco  300 ml
Scalogni 2
Curry 1 cucchiaio
Paprika dolce un cucchiaino
Aglio uno spicchio
Zenzero fresco 2 cm
Brodo vegetale 1lt
Sale
Olio
Pepe


Far rinvenire gli scalogni tritati in un filo d’olio poi aggiungere l’aglio e lo zenzero sbucciati e affettati. Unire la paprika e il curry mescolando bene poi aggiungere la zucca tagliata a cubetti. Far insaporire qualche minuto poi unire il latte di cocco e il brodo. Lasciar cuocere a fuoco basso per 20 minuti, coprendo con il coperchio. A cottura ultimata frullare tutto con il mixer a immersione, aggiustare di sale e pepe e servire ben calda.

Con questa ricetta partecipo  al contest di Cinzia e Valentina

mercoledì 24 ottobre 2012

Linzer sandwich cookies.......terrificanti!!!

Linzer sandwich cookies

Talvolta penso di essere una mamma proprio fuori luogo, rifuggo come la peste tutti i compleanni dei bambini, che, secondo me, sono una noia mortale per gli adulti, dove ci si abbuffa di cibo preconfezionato e cattivo e dove, quando proprio non posso farne a meno, devo andare da sola, perché il consorte non si piega. Non ho mai organizzato una vera festa per il compleanno di Dario, se non una torta a scuola o una scampagnata solo noi tre; non amo presepi e alberi di Natale, evito di mettere fuori le luci natalizie e quegli orrendi Babbi Natale che cercano di entrare in casa. 


Nonostante viva nella città del Carnevale, non amo mascherarmi o mettere al terrazzo la bandiera con il Burlamacco. Insomma una mamma così può festeggiare Halloween? La risposta è no. Eppure vedo in giro un fermento che non mi appartiene per niente, vuoi perché per la mia generazione il 31 ottobre era il giorno prima della Festa di Ognissanti e solo qualche raro servizio al tg parlava di come fosse festeggiato questo giorno in America, vuoi perché non mi vedo intagliare zucche o appendere in casa scheletri o fantasmi, men che meno comprare il vestito per una festa in maschera. 


Sono una strega? Ecco allora vado bene proprio per Halloween!! Dario è nato il 30 ottobre e ricordo ancora che una delle sue prime foto, è stata con delle belle e giovani streghette che facevano il giro in ospedale. 

Però, quando poi si tratta di accontentare l’ometto di casa, mi dico che in fondo, se lui ci tiene, qualcosa si può anche fare. E meno male che lui è come me e gli basta la festa a scuola o fare dei biscotti terrificanti insieme. La ricetta proviene dal retro della confezione del linzer cookie cutter.




Farina di mandorle 55 gr
Zucchero di canna chiaro 130 gr
Farina 00 240 gr
Lievito in polvere1/2 cucchiaino 
Sale1/2 cucchiaino 
Cannella in polvere1/2cucchiaino 
Burro a temperatura ambiente 240 gr
Uovo 1
Estratto di vaniglia 1 cucchiaino
Zucchero a velo
Marmellata di frutti di bosco 75 gr 

In una ciotola, mescolare la farina 00, il lievito, il sale,  la cannella, il burro e lo zucchero di canna per 2 o 3 minuti. Sbattere l'uovo e aggiungere l’estratto di vaniglia. Unire gradualmente al composto la farina di mandorle, quindi l’uovo sbattuto. Mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio.
Dividere la pasta a metà, formare due dischi, avvolgerli nella pellicola trasparente e conservare in frigorifero per almeno 3 ore.
Scaldare il forno a 180 ° C. Stendere ogni pezzo di pasta fino a uno spessore di 3 mm . Con un taglia biscotti apposito, tagliare le basi e poi altrettanti biscotti con le forme terrificanti di halloween al centro.
Cuocere, fino a quando i bordi sono dorati, 10 /12 minuti. Raffreddare leggermente. Cospargere di zucchero a velo i biscotti con i fori. Stendere 1 cucchiaino di marmellata sui biscotti rimanenti (per evitare i fastidiosi semini della marmellata, l'ho passata al colino). Unire le due parti. Conservare i biscotti in un contenitore ermetico a temperatura ambiente per un massimo di 5 giorni.

Con questa ricetta partecipo al contest di Parole di zucchero:

Contest di Halloween banner orizzontale

martedì 16 ottobre 2012

Notizie dal bosco - Grifone sott'olio



Grifone sott'olio
Quando la voce inizia a rincorrersi di bocca in bocca, solitamente, mi precipito dai miei per sentire se il mio pusher fungaio di fiducia ha notizie dal bosco. Quest’anno, è annata di funghi, ce ne sono tanti, ma proprio tanti, vuoi per il clima ancora tiepido, vuoi per l’umidità e il poco vento, famigliole di funghi fanno capolino ovunque e basta fare una passeggiata al margine della strada per trovarne. Quando si dice spuntare come i funghi…..




L’abbondanza ha fatto vacillare la mia equazione fungo = porcino e mi sono lasciata convincere ad assaggiare qualche altra specie. Mauro vulgo “il Biondo”, un signore in pensione che arrotonda facendo lavoretti e andando per funghi e tartufi, è il mio fungaio di fiducia, quello che conosce i boschi della Garfagnana come le sue tasche, che cerca i funghi andando dritto verso questo o quel castagno. 


Mi ha raccontato che ci sono funghi di varie specie, ma nessun tartufo e che il raccolto delle castagne quest'anno, sarà scarso perché il clima è stato sfavorevole e perché molti castagni si sono ammalati. Mi ha detto di aver trovato un grifone (Grifola frondosa) di 3 kg oltre a porcini e ovoli e, affascinata dalla forma e dalla maestosità di questo fungo, ne ho preso la metà.  La ricetta che propongo viene direttamente dal Biondo:



Grifone 1,5 kg
Acqua 2lt
Aceto 1lt
Pepe in grani
Aglio
Nepitella
Olio evo
Alloro (facoltativo)

Dividere a mano il grifone in striscioline, lavarlo e lasciarlo asciugare. Nel frattempo mettere a bollire l’acqua con l’aceto. Volendo si può aumentare la dose di aceto in base al proprio gusto. Quando l’acqua bolle, buttare il grifone e farlo cuocere al massimo per 3/4  minuti poi scolarlo e stenderlo in un panno asciutto. Lasciarlo ad asciugare all’aria per almeno 12 ore, cambiando il panno ogni tanto. Quando ha perso gran parte dell’acqua, si può mettere nei vasetti, precedentemente sterilizzati, alternando il fungo con il pepe, l’aglio, la nepitella e l’alloro (io non l’ho messo). Coprire tutto di olio, lasciar riposare per almeno una settimana e poi, gustarlo come antipasto sul pane abbrustolito. 












Con questa ricetta partecipo al contest di My taste for food e Essenza in cucina - Brown like Autumn


lunedì 24 settembre 2012

Schiacciata con l'uva




Quando il tuo unico figlio inizia le elementari, senti come se una porta si stesse per chiudere e, mentre riponi i grembiulini e il sacchettino dell’asilo con il suo nome ricamato sopra, pensi, inevitabilmente, che il tuo cucciolo sia diventato un ometto. Che sia un ometto non c’è dubbio e lo leggo nei suoi occhi orgogliosi quando dice a tutti << sai, io non vado più all’asilo, vado in prima elementare!>> e allora ti dici che sembra ieri che lo allattavi al seno, che lo portavi al nido e bla bla bla inizi a fare bilanci, un po’ come quando finisce un anno o compi gli anni, ma non quelli con dall’1 al 9, ma quelli con lo 0, tipo 30 o 40 o…..


Dopo queste prime settimane di entrate all’alba (noi che …l’asilo cominciava alle 9) e di compiti a casa, ho iniziato a ripensare alla me 6enne in prima elementare, al primo giorno, alla classe, alla maestra e ai compagni e, sembra incredibile, ma il ricordo è vivido e, probabilmente, addolcito dal tempo. 

Schiacciata con l'uva
Ho ripreso in mano i vecchi quaderni rendendomi conto di quanto sia cambiato il metodo d’insegnamento, della serie …noi che facevamo paginate e paginate di quadretti, punti e stanghette prima di imparare a scrivere le lettere, che erano poi a, bi e ci e non a, bh e ch fonetiche come adesso. Anche sulle merende il mondo è cambiato, con mio marito parlavamo di cosa ci davano le nostre mamme per la merenda durante la ricreazione e non erano certo merendine impacchettate, colorate e con i gadgets, ma semplici fette di pane e marmellata, pane burro e zucchero e focacce semplici o con l’uva. 


Io no, ma lui, avendo abitato a San Casciano Val di Pesa per tutta l’infanzia, è cresciuto in mezzo alla campagna fiorentina circondato da viti e ulivi, facendo le capriole sull’erba, mangiando la cacciagione e vivendo il tempo dell’olio nuovo e della vendemmia. Ed è proprio con l’uva da vino che si fa la stiacciata coll’uva, l’uva canaiola per la precisione. Il Canaiolo è un vitigno che è utilizzato in Toscana, insieme al Sangiovese per dare morbidezza e colore al Chianti, ha chicchi succosi e dolci che conferiscono un gusto e un colore rosso violaceo alla schiacciata.

Approfitto per ringraziare Edvige, del blog Memento Solonico, per avermi fatto onore con il premio Simplicity



Dedico il premio a tutte le amiche blogger e non solo!




Uva nera Canaiolo 1 kg
Farina 0 500 gr
Lievito di birra un panetto da 25 gr o 7 gr di quello secco
Zucchero 200 gr
Acqua tiepida mezzo bicchiere
Olio evo
Sale

Mescolare la farina con un pizzico di sale, un cucchiaio d’olio, 4 cucchiai di zucchero e il lievito, sciolto in acqua tiepida.
Impastare bene aggiungendo altra acqua se necessario, e lasciar riposare almeno un’ora in un luogo tiepido.
Stendere i 2/3 dell’impasto, poi ungere una teglia con l’olio e coprire con circa 700 gr di uva lavata e asciugata, tre cucchiai di zucchero e due di olio. Guai a togliere i semini dagli acini, sono una caratteristica di questa schiacciata! Chiudere con il resto della pasta, avendo cura di sigillare bene i bordi poi, aggiungere l’uva rimanente, tre cucchiai di zucchero e un giro d’olio. Infornare a 180° per un’ora circa.
Farla raffreddare completamente, prima di servirla.

Con questa ricetta partecipo al Contest: Colors and food, what else? Settembre